Pasqua 2022

Maria di Magdala

Gli evangelisti non sono concordi nel nominare le donne che si recarono al sepolcro il mattino di Pasqua: Matteo dice Maria di Màgdala e l’altra Maria, Marco invece Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome, Luca sostiene fossero Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo, mentre Giovanni nomina solo la Maddalena. L’unico dato certo è che Maria di Magdala c’era ed è nominata sempre per prima. Ma chi è questa donna? Le notizie del vangelo sono veramente scarne. Nel vangelo di Luca è indicata al capitolo otto, all’inizio della vita pubblica di Gesù, dove si dice: “C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni…” e poi la ritroviamo alla fine, sotto la croce e al sepolcro.

Siccome il capitolo sette finisce con l’episodio della peccatrice che lava i piedi a Gesù, la tradizione ha spesso identificato Maria con una prostituta ‘redenta’. Ma in realtà non c’è nessun fondamento. Maria di Magdala ha certamente una storia dolorosa, porta nel cuore un tormento e una sofferenza da cui il Signore l’ha guarita. Sette è, nella bibbia, il numero della totalità, indica un male grandissimo, ma che questo male fosse in senso morale e sessuale ce lo consegna il nostro moralismo maschilista! Un uomo peccatore può essere un ladro, un furfante, un truffatore, un assassino, un farabutto, una peccatrice è una prostituta. Un buon uomo è una persona perbene, una buona donna è una prostituta… Il male di Maria poteva essere fisico, o psicologico, o morale non lo sappiamo. Sappiamo solo che è stata guarita da Gesù. Fa parte di quella schiera di persone che si sono sentite salvate da Gesù e che lo hanno seguito. Ed è inserita in un piccolo gruppo di donne che seguono Gesù con devozione incrollabile, fin sotto la croce, fino al sepolcro, diventando così le prime testimoni della Resurrezione.

Non sappiamo come è stato il suo primo incontro con Gesù, ma sappiamo che quell’incontro ha cambiato per sempre la sua vita, traducendo la gratitudine in servizio. Lo segue, lo serve, ascolta il suo insegnamento, vive con lui. Il fatto che venga nominata all’inizio della vita pubblica di Gesù e poi di nuovo sotto la croce mette in evidenza come lei sia stata partecipe dell’intera vicenda, proprio come i discepoli maschi. Per quanto i vangeli stessi cerchino di nascondere questo fatto – del resto gli evangelisti sono uomini – non avrebbe senso pensare che Gesù apparisse per primo e affidasse il suo annuncio ad una persona semisconosciuta. Soprattutto dal racconto di Giovanni traspare una confidenza ed una intimità che rendono certa una continuità di sequela e di relazione proprio come i discepoli maschi. Con una differenza rispetto ai maschi: che mentre loro fuggono e si disperdono lei assiste alla sua crocifissione e morte, alla sua deposizione e sepoltura. E poi non abbandona il sepolcro: appena possibile, subito dopo la fine del sabato, all’inizio della giornata successiva, quando è ancora buio, lei lo visita e lo scopre vuoto. È l’inizio della storia della Resurrezione.

L’appellativo più bello che caratterizza Maria Maddalena, usato già da Sant’Agostino e ripreso da tanti altri autori dopo di lui è “apostola degli apostoli”. Lei è stata la prima a vedere Cristo risorto ed è stata la prima ad annunciare: «Ho visto il Signore!». La storia dell’arte conosce tantissime immagini di Maddalena accanto al Risorto, dette “Noli me tangere”, oppure insieme alle altre donne nelle Deposizioni e nei compianti. Ma nelle miniature dei salteri e dei libri liturgici è spesso rappresentata nell’atto di dare l’annuncio agli Apostoli. Perché questo è certamente il suo titolo più importante.

Come tutte le cose di Dio c’è un mistero che resta, noi non sappiamo come mai abbia voluto che la prima a scoprire la tomba vuota e la prima a vedere Gesù risorto fosse una donna, il dato però è questo: il rapporto che Gesù, Dio fatto uomo, ha con le donne non è lo stesso che la storia scritta da uomini ci consegna. All’inizio c’è una donna, Maria di Nazaret, che con il suo sì ha reso possibile l’incarnazione, alla fine c’è una donna, Maria di Magdala, che ha reso possibile l’annuncio della resurrezione.

Non si tratta di stabilire dei primati, semplicemente di riconoscere che Dio, che in Gesù si è fatto uomo, non può rinunciare al completamento del femminile. Molti secoli dopo, Carl Gustav Jung, famoso psichiatra e psicoanalista arrivò a dire: “la donna, con la sua psicologia così dissimile da quella maschile, è ed è sempre stata una fonte di informazione sopra cose per le quali l’uomo non ha occhi”. È chiaro che vale anche il contrario, cioè che la donna non ha occhi per vedere certe cose che appaiono palesi ad un uomo, ma siccome la storia è sempre stata scritta da uomini è ora che impariamo ad accogliere l’annuncio pasquale delle donne, ad accogliere lo sguardo delle donne, la sensibilità e storia delle donne. Solo così potremo credere veramente alla risurrezione, solo così possiamo vivere da risorti.